domenica 29 novembre 2009

Muro: la Regione paga l'abbattimento, ma ...


Muro: la regione paga l'abbattimento, questo il titolo apparso sul Giornale di Como, ma i 2 milioni di Euro che, a quanto pare saranno coperti dalla Regione, da dove provengono? Da chi è stato alimentato il fondo dal quale la Regione attingerà per coprire le spese di modifica del progetto?
Alla fine a pagare per gli errori commessi non saranno forse tutti i cittadini della Lombardia?

Muro: la Regione paga l'abbattimento

Giornale di Como del 28 novembre 2009
Muro: la Regione paga l'abbattimento


COMO (bla) In una riunione al 30° piano del Palazzo della Regione, il presidente Roberto Formigoni, l'assesore regionale al Territorio e Urbanistica Davide Boni, il presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni e il sindaco di Como Stefano Bruni hanno affrontato il problema del <> anti-esondazioni e hanno condiviso una soluzione del problema che verrà ora messa a punto nei dettagli, per essere poi comunicata nei prossimi giorni.
La Regione coprirà gran parte delle spese per smantellare il <> e per istallare delle paratie mobili a scomparsa, per le eventuali esondazioni. La spesa per modificare il progetto per le paratie e per la nuova passeggiata, si aggira su circa 2 milioni di euro.

giovedì 26 novembre 2009

Paratie: nuovo progetto - nuove critiche

La Provincia 25 novembre 2009

Il soprintendente ha già criticato il progetto in corso di elaborazione: «Comunque altera la visuale»

Scottato dalle polemiche che l'hanno investito in pieno dopo la scoperta del muro sul lungolago, il sindaco Stefano Bruni sembra intenzionato a chiedere che, nel nuovo progetto, non sia prevista nemmeno una minima barriera. Niente arredi, niente fioriere o panchine.
Stando ai ben informati, Bruni questa volta vuole procedere con i piedi di piombo. Forse fin troppo, tanto che sull'aspetto della nuova passeggiata ci sarebbe già stata più di una frizione con i tecnici. Con l'addio al muro così come previsto, d'altra parte, si otterrebbe una maxi passeggiata larga 20 metri e lunga 176, rialzata rispetto al piano attuale e di fatto simile a una pista di atterraggio. Una soluzione che ha già fatto storcere il naso a molti e che terrà banco nelle prossime
settimane. La bozza che verrà presentata pubblicamente a breve, infatti, non affronta il problema, ancora tutto da analizzare. Al termine del vertice politico di ieri, comunque, prevaleva l'ottimismo: «L'accordo c'è e la cosa importante è buttare giù il muro entro un paio di mesi», ha sintetizzato il presidente della Provincia Leonardo Carioni.
A sorpresa, intanto, ha preso posizione sulla vicenda del muro il soprintendente regionale ai Beni architettonici e paesaggistici Alberto Artioli. In una lettera inviata a Comune e Provincia, che ha peraltro suscitato malumore ed è stata giudicata da più parti «intempestiva», Artioli entra nel merito del nuovo progetto in fase di gestazione, valutandolo positivamente ma sottolineando al contempo che la visuale del lago non sarà in ogni caso paragonabile a quella cui per secoli i
comaschi sono stati abituati. Per la concezione stessa alla base della nuova passeggiata, è il parere del soprintendente, sarà infatti inevitabile danneggiare parzialmente l'amenità del luogo. Lo stesso Artioli, che ha anticipato in modo irrituale alcune valutazioni, dovrà tra l'altro approvare ufficialmente il nuovo progetto che verrà curato dai tecnici di Palazzo Cernezzi. Quel che è certo è che la quota antiesondazione di 200,30 metri sul livello del mare non verrà modificata, sebbene il titolare della Soprintendenza lombarda abbia inserito anche questo nel ventaglio delle possibilità.
Mi. Sa.

martedì 17 novembre 2009

muro eliminato ... forse

Durante il Consiglio comunale del 16 novembre, l'assessore Cenetiempo, delegato dal Sindaco, ai cittadini, che dopo lunga attesa e trattative, sono potuti entrare e sono stati ricevuti in Sala Stemmi, ha illustrato quanto sta avvenendo in relazione al promesso abbattimento del muro:
sono state depositate tre proposte di modifica del progetto da parte della Regione e una da parte del Sindaco;
le modifiche riguardano l’intero progetto, da piazza Matteotti ai giardini a lago;
è prevista l'eliminazione totale del muro che sarà portato a livello del calpestio, il marciapiede sarà rialzato di circa 35 cm.;
entro fine settimana dovrebbe essere effettuata la scelta;
successivamente elaborazione del progetto esecutivo;
ulteriori tempi per la conferenza di servizi;
prevedibile approvazione del nuovo progetto entro fine gennaio.
Il pubblico ha protestato per le espressioni utilizzate che esprimevano possibilità e non certezze anche in relazione all’abbattimento del muro.
Dal pubblico è stato evidenziato come, ultimata la costruzione delle paratie, sarà possibile alzare il livello del lago per avere più acqua da vendere, la cui gestione attualmente è in mano alla Regione. E' prevedibile, quindi, che le paratie saranno tenute alzate per un periodo maggiore rispetto a quanto calcolabile in base alle esondazioni che si sono finora verificate.
Nessuna risposta alle domande poste in relazione a cosa farà la società appaltatrice fino a gennaio, continuerà i lavori? Quali? Altro muro poi da abbattere?
Proteste per il mancato intervento diretto del Sindaco.

Il muro di cartone e il blocco ai cancelli



Il muro di cartone costruito ieri, 16 novembre, fuori dai cancelli del comune e ingresso bloccato

manifestazione con Consiglio comunale blindato


Ecoinformazioni 17 novembre 2009
Consiglio comunale blindato quello di lunedì 16 novembre per contrastare la manifestazione di Giù la Giunta. A Palazzo Cernezzi il pubblico accorso per protestare contro la Giunta Bruni, è stato bloccate all’ingresso da polizia, vigili urbani e Guardia di finanza. In aula la maggioranza, lasciata sola da tutti salvo rapinose, ha contestato le decisioni assunte a difesa della laicità dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Chi cercava di entrare, più di 50 persone, veniva identificato con la richiesta di documenti e la direttiva era di far passare solo una quindicina di persone, senza permettere l’accesso ai più neanche nel cortile antico.

Nel mentre, nelle preliminari, sia Giampiero Ajani, Lega, che Donato Supino, Prc, hanno chiesto di riaprire gli oblò sul cantiere delle paratie per permettere ai cittadini di vedere cosa si sta edificando, mentre Bruno Magatti, Paco, è ritornato sull’appalto per la raccolta dei rifiuti.

Non essendoci il pubblico, solo 9 persone erano riuscite a superare le maglie del controllo all’ingresso Mario Lucini, Pd, è sbottato «Non vedo di cosa possiate aver paura – aggiungendo – poi si parla di casa di vetro…».

Gi ha risposto il presidente Mario Pastore attivatosi per «la sicurezza interna della sala e del palazzo» che ha chiarito che «le forze dell’ordine rispondono agli indirizzi della Questura», spiegando che il numero massimo di persone che possono assistere al Consiglio è 30.

Mario Molteni, Per Como, ha letto il volantino distribuito dai manifestanti che hanno risposto all’invito di Giù la Giunta.

Insediato il Consiglio Luca Gaffuri, Pd, ha chiesto una sospensione dei lavori e i consiglieri di opposizione, con anche qualcuno della maggioranza, si sono recati a discutere con i cittadini bloccati ai cancelli.

Alcuni manifestanti nel frattempo avevano costruito un muro di cartoni davanti al cancello, che è stato abbattuto dai consiglieri di minoranza assieme ai manifestanti.

Dopo un’ora di trattative, con l’intercessione dell’assessore Cenetiempo, i cittadini sono riusciti ad entrare sino al cortile vecchio, dopo un’altra mezz’ora sono stati accolti in Sala stemmi, dove Cenetiempo, per la Giunta, ha discusso con loro, principalmente del muro sul lungolago.

Ripreso il Consiglio la maggioranza ha chiesto di ribaltare l’ordine dei lavori e di affrontare la mozione del consigliere Gianmaria Quagelli, Pdl, per invitare il sindaco a esprimere la contrarietà della società comasca alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa che ha espresso parere contrario alla presenza di crocefissi nelle aule scolastiche italiane. La maggioranza ha così votato i cambiamento del programma della serata scatenando l’indignazione delle minoranze.

«Non si può cambiare sempre l’ordine dei lavori, c’erano dieci mozioni prima di questa» ha esclamato Lucini, «vergogna!» ha aggiunto Marcello Iantorno, Pd, mentre il pubblico applaudiva la reazione dei consiglieri di minoranza che hanno abbandonato l’aula per protestare contro i continui cambiamenti a colpi di maggioranza all’ordine del giorno al di là degli accordi presi.

Le minoranze hanno così raggiunto i manifestanti in Sala Stemmi, mentre la mozione Quagelli veniva discussa in Consiglio.

Per il proponente «chi sta qui deve rispettare le nostre regole», mentre Claudio Corengia, Pdl, ha citato «le radici giudaico-cristiane e le nostre tradizioni» oltre che «il continuo arretrare della nostra civiltà» a causa «dei soprusi delle minoranze nei confronti della maggioranza». Si è accalorato Luigi Bottone, Gruppo misto, «se non vi va bene andate via!» aggiungendo «il crocefisso lo voglio». Più pacato Marco Butti, Pdl, per cui «è giusto manifestare nelle istituzioni italiane ed europee», mentre Ajani ha rivendicato la primogenitura delle campagne contro gli islamici e la contrarietà all’erezione di moschee, mettendo in ridicolo l’Unione europea (non il Consiglio d’Europa) citando le direttive sulla curvatura delle banane.

Alessandro Rapinese, Area 2010, unico dei consiglieri di opposizione rientrato in aula ha espresso perplessità sulla fattiva possibilità di incidere di una mozione del comune di Como, punzecchiando la Lega sull’immigrazione. A favore della mozione sono intervenuti anche i consiglieri del Pdl Gianluca Lombardi e Stefano Rudilosso, che ha voluto specificare come la vicenda non implichi immigrati: «è in casa nostra, si tratta di una cittadina italiana di origine finlandese che ha chiesto un parere a un tribunale di Strasburgo». Dopo altri interventi a favore di Carlo Ghirri, Gruppo misto, e Pierangelo Gervani, Pdl, ha preso la parola il sindaco.

«La laicità non è neutralità, è il rispetto di tutte le differenze» ha affermato, citando «il clamoroso attacco a papa Ratzinger a Ratisbona» e descrivendo una comunità cattolica sotto assedio e sulla difensiva, per questo ha lanciato un accorato appello: «che tutti mettano il crocefisso nelle scuole, nelle associazioni, in famiglia, nei luoghi di ritrovo, per rendere visibile questo pezzetto di legno che non è solo un pezzetto di legno».

Per ultimo Quagelli ha letto un articolo a sostegno della sua posizione che individuava a partire dal giacobinismo il problema della società laica europea.

Con 23 presenze, 22 voti a favore, Pdl, Lega, Gruppo misto di maggioranza, e la sola astensione di Rapinese, la mozione è stata approvata. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

domenica 15 novembre 2009

A Como si duplica: un altro muro

cantiere oscurato?

muro in crescita?




I lavori continuano e il muro cresce, questa la "sorpresa" non così inaspettata.
Palazzo Cernezzi assicura che il secondo e nuovo muro sarà tagliato, come da progetto in fase di studio.
Intanto, sono state oscurate le finestre, ma il cantiere è ben visibile sia dalla diga foranea sia dai vicini palazzi.
Il cantiere è visibile con la stessa metodologia con cui il progetto è stato fatto nascere e prosegue.
Nessuna meraviglia, è un'opera inutile