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mercoledì 1 dicembre 2010
lunedì 10 maggio 2010
mercoledì 17 febbraio 2010
Gestione pubblica dell'acqua a Como

DECALOGO
CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELLA GESTIONE DELL’ACQUA
1 ) L’acqua è un bene comune e non una merce
I beni comuni appartengono a tutti gli esseri viventi mentre le merci appartengono solo a coloro che hanno capacità economiche per acquistarle
2) L’acqua è un diritto e non un bisogno
I diritti devono essere garantiti ai cittadini che per legge sono uguali; i bisogni sono soddisfatti dai clienti secondo le loro capacità economiche
3) la legge inserisce l’acqua tra i servizi pubblici a rilevanza economica
Il servizio, nell’ambito del mercato, diviene una merce che deve produrre un ricavo a totale copertura dei costi e della remunerazione del capitale/utile
4) La concorrenza fa bene al mercato come sostengono i privati?
L’acqua viene distribuita in regime di monopolio: oggi c’è una sola rete e quindi non esiste competitività privatizzazione.
5) Il privato agisce per il profitto e deve sempre aumentare i consumi
L’acqua è una risorsa limitata ed i consumi andrebbero, quindi, ridotti anche alla luce dei cambiamenti climatici.
6) Per produrre profitti si devono ridurre i costi
I diritti dei lavoratori e la sicurezza sono dei costi; le aziende private tendono sempre a ridurli diminuendo il personale ed i loro stipendi per aumentare margini di guadagno
7) La manutenzione delle reti necessita grandi investimenti
I privati non hanno interesse a ridurre le perdite di rete: anche queste vengono fatte pagare, comunque, al consumatore finale.
8) I privati hanno capacità economiche che gli Enti locali non hanno?
È previsto per legge che i costi degli ATO siano coperti completamente dalla tariffa, compresa la remunerazione del capitale investito che è pari al 7%. Le tariffe delle gestioni private in Italia hanno avuto aumenti dal 100 al 300%.
9) La scelta del gestore privato è irreversibile
Si è visto che con la gestione privata i costi aumentano e il servizio non migliora, ma tornare al servizio pubblico è molto difficile. Gli affidamenti hanno una lunga durata e i privati chiedono sempre di essere indennizzati dei mancati profitti con cifre di milioni di euro.
10) Amministratori pubblici o amministratori delegati?
Gli amministratori pubblici possono ruotare ogni 5 anni con le votazioni, le imprese private rimangono per i 30 anni e quindi prendono il controllo totale della gestione e pretendono di nominare l’amministratore delegato
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sabato 7 novembre 2009
acqua - impediamo la privatizzazione
Il decreto 135/09 sarà discusso lunedì 16 Novembre dalla Camera, pertanto il presidio al Parlamento che avevamo previsto per mercoledì 18 Novembre risulterebbe inutile poichè avverrebbe a discussione conclusa.
E' urgente e indispensabile una mobilitazione straordinaria!
Il Parlamento privatizza l'acqua!
Impediamolo!
In concomitanza con la discussione dell’Art. 15 del decreto legge 135/09 presso la Camera dei Deputati.
Presidio sotto al Parlamento (Piazza Montecitorio)
Giovedì 12 Novembre ore 10.30
Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l'Art.15 del DL 135/09 che sottrae ai cittadini l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati e per le Banche.
Il decreto 135/09 approderà alla Camera dei Deputati a partire da lunedì 09 Novembre (in Commissione 1°) e verrà discusso dall'aula lunedì 16 Novembre.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua invita la cittadinanza, il “popolo dell’acqua”, le realtà sociali e territoriali, le reti ambientaliste e per la tutela dei beni comuni, le organizzazioni sindacali e il movimento degli studenti, ad una mobilitazione straordinaria partecipando alla manifestazione davanti al Parlamento giovedì 12 Novembre ore 10.30 a Piazza Montecitorio.
Mobilitiamoci per impedire la conversione in legge del decreto legge 135/09!
Partecipiamo tutte e tutti al presidio!
E' urgente e indispensabile una mobilitazione straordinaria!
Il Parlamento privatizza l'acqua!
Impediamolo!
In concomitanza con la discussione dell’Art. 15 del decreto legge 135/09 presso la Camera dei Deputati.
Presidio sotto al Parlamento (Piazza Montecitorio)
Giovedì 12 Novembre ore 10.30
Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l'Art.15 del DL 135/09 che sottrae ai cittadini l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati e per le Banche.
Il decreto 135/09 approderà alla Camera dei Deputati a partire da lunedì 09 Novembre (in Commissione 1°) e verrà discusso dall'aula lunedì 16 Novembre.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua invita la cittadinanza, il “popolo dell’acqua”, le realtà sociali e territoriali, le reti ambientaliste e per la tutela dei beni comuni, le organizzazioni sindacali e il movimento degli studenti, ad una mobilitazione straordinaria partecipando alla manifestazione davanti al Parlamento giovedì 12 Novembre ore 10.30 a Piazza Montecitorio.
Mobilitiamoci per impedire la conversione in legge del decreto legge 135/09!
Partecipiamo tutte e tutti al presidio!
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Per informazioni visitare il sito www.acquabenecomune.org
Oppure contattare:
Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org
--
FIRMA L'APPELLO
CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L'ACQUA”
IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA !
http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133
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giovedì 5 novembre 2009
Salva l'acqua - appello
Ottobre 2009 – Appello a cura
Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua
Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua
Salva l'acqua - campagna contro la privatizzazione del'acqua
Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale
IMPEDIAMOLO !
Con un decreto del 10 settembre scorso il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.
Oltre 400.000 cittadini hanno sottoscritto una legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica, che riconosce il diritto all’acqua ma la proposta giace da due anni nei cassetti delle commissioni parlamentari.
Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.
Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita
Si tratta di un provvedimento inaccettabile!
Pertanto, noi firmatari del presente Appello chiediamo:
- A tutti i Parlamentari il ritiro delle nuove norme che privatizzano l'acqua e di escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica riconoscendo l’autonomia di scelta dei modelli di affidamento da parte degli ATO ed Enti locali.
- Alle forze politiche di sostenere le proposte del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e in particolare la rapida approvazione della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
- Ai Presidenti delle Regioni di presentare ricorso di costituzionalità contro l’Art.15 del D.L. 135/09 a tutela della autonomia degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione.
- Agli Eletti nei Consigli Comunali di prendere posizione contro l’Art.15 del D.L 135/09 e di assumere l’impegno ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e dichiarando il servizio idrico privo di rilevanza economica.
- Ai Cittadini di protestare contro questo Decreto del Governo facendo pressioni sui parlamentari e raccogliendo adesioni a sostegno del presente impegno.
Il presente Appello con le firme raccolte sarà inviato anche al Presidente della Repubblica
e ai Presidenti delle due Camere
L’acqua è un diritto umano universale e un bene comune da conservare per le future generazioni.
Il servizio idrico deve essere gestito da enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori.
Salvare l’acqua è una questione di democrazia
Ottobre 2009 – Appello a cura
Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua
FIRMA L'APPELLO
CAMPAGNA NAZIONALE "SALVA L'ACQUA"
IL GOVERNO PRIVATIZZA L´ ACQUA !
http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133
Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale
IMPEDIAMOLO !
Con un decreto del 10 settembre scorso il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.
Oltre 400.000 cittadini hanno sottoscritto una legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica, che riconosce il diritto all’acqua ma la proposta giace da due anni nei cassetti delle commissioni parlamentari.
Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.
Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita
Si tratta di un provvedimento inaccettabile!
Pertanto, noi firmatari del presente Appello chiediamo:
- A tutti i Parlamentari il ritiro delle nuove norme che privatizzano l'acqua e di escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica riconoscendo l’autonomia di scelta dei modelli di affidamento da parte degli ATO ed Enti locali.
- Alle forze politiche di sostenere le proposte del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e in particolare la rapida approvazione della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
- Ai Presidenti delle Regioni di presentare ricorso di costituzionalità contro l’Art.15 del D.L. 135/09 a tutela della autonomia degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione.
- Agli Eletti nei Consigli Comunali di prendere posizione contro l’Art.15 del D.L 135/09 e di assumere l’impegno ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e dichiarando il servizio idrico privo di rilevanza economica.
- Ai Cittadini di protestare contro questo Decreto del Governo facendo pressioni sui parlamentari e raccogliendo adesioni a sostegno del presente impegno.
Il presente Appello con le firme raccolte sarà inviato anche al Presidente della Repubblica
e ai Presidenti delle due Camere
L’acqua è un diritto umano universale e un bene comune da conservare per le future generazioni.
Il servizio idrico deve essere gestito da enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori.
Salvare l’acqua è una questione di democrazia
Ottobre 2009 – Appello a cura
Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua
FIRMA L'APPELLO
CAMPAGNA NAZIONALE "SALVA L'ACQUA"
IL GOVERNO PRIVATIZZA L´ ACQUA !
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giovedì 28 agosto 2008
Acqua pubblica... siempre!
COMITATO COMASCO PER L’ACQUA PUBBLICA
COMUNICATO STAMPA
Il Comitato Comasco per l’Acqua Pubblica plaude all’iniziativa della Provincia di Como, ma chiede interventi contro la privatizzazione dei servizi idrici
Provincia di Como: Ok al Progetto H2O, ma l’acqua non deve essere privatizzata! COMO – Il “Comitato Comasco per l’Acqua Pubblica” plaude all’iniziativa dell’Amministrazione Provinciale di Como per il Progetto H2O, ma allo stesso tempo chiede che il servizio idrico non venga privatizzato.
Come Comitato Comasco per l’Acqua Pubblica sosteniamo l’iniziativa dell’Assessorato all’Ambiente di Villa Saporiti per l’installazione di 15 distributori di acqua in altrettanti comuni comaschi. Sicuramente il progetto va nella giusta direzione: promuovere di bere l’acqua di rubinetto, che spesso è più controllata e quindi sicura rispetto alle acque in bottiglia. Col vantaggio ecologico di evitare il trasporto delle bottiglie e lo smaltimento della plastica, che poi finisce negli inceneritori. Ma il Comitato Comasco per l’Acqua Pubblica denuncia il grave rischio di privatizzazione che incombe sul servizio idrico a livello provinciale. Nel 2007 l’ATO di Como (formato dalla stessa Provincia e dai 162 comuni comaschi) ha deciso di mettere a gara l’erogazione dei servizi idrici, ovvero la conduzione di acquedotti, fognature, depuratori. In questo modo l’acqua di tutta la provincia verrà di fatto privatizzata! Infatti alla gara, che sarà bandita a livello europeo, avranno sicuramente la meglio i colossi multinazionali dell’acqua come Suez o Veolia (che hanno privatizzato l’acqua in mezzo mondo). La stessa azienda comasca ACSM è quotata in Borsa ed è legata ad A2A, a sua volta consociata con la multinazionale francese Suez. Lo stesso rischio di privatizzazione sussiste per la nuova società patrimoniale dell’acqua, denominata “ComoAcqua s.r.l.”, costituita dalla Provincia e, nella fase successiva, dai comuni. Se è vero che la nuova società nasce pubblica, non altrettanto vero è che lo resterà in futuro. Infatti nelle linee-guida che sono state proposte in votazione ai consigli comunali, si prepara la strada all’ingresso dei privati nella società patrimoniale! Quello che chiediamo all’Amministrazione Provinciale è coerenza: non è sufficiente promuovere l’acqua del rubinetto, se poi la stessa acqua verrà di fatto erogata da una multinazionale, che avrebbe a cuore il profitto e non la qualità del servizio idrico né una bollettazione socialmente tollerabile per le fasce più deboli della popolazione. L’impegno prioritario della Provincia e di tutti i Comuni deve essere quello di impedire la privatizzazione dell’acqua, assicurando che gli acquedotti siano gestiti in maniera efficiente senza che nessuno possa speculare alle spalle dei cittadini. L’acqua è un bene comune che deve restare in mani pubbliche al 100%.
COMITATO COMASCO PER L’ACQUA PUBBLICA info@circoloambiente.org
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martedì 15 luglio 2008
Perchè l'acqua DEVE restare pubblica...
... pubblichiamo l'appello del Comitato comasco per l'acqua pubblica.Visita il sito http://www.acquabenecomune.org/ per maggiori informazioni sulla campagna del Forum italiano dei movimenti per l'acqua.
Facciamo seguito all'incontro tenutosi lo scorso 29 maggio a Como, dal titolo "Gestione pubblica dell'acqua in provincia di Como", organizzato come COMITATO COMASCO PER L'ACQUA PUBBLICA, in merito alla Società Patrimoniale COMO ACQUA s.r.l..
In vista della votazione nei Consigli Comunali del Protocollo d'Intesa per la società patrimoniale, in allegato vi trasmettiamo le nostre OSSERVAZIONI AL PROTOCOLLO D’INTESA PER L’ADESIONE ALLA SOCIETA’ PATRIMONIALE COMO ACQUA s.r.l. Vi ricordiamo che il termine indicato dall'ATO per deliberare (60 gg dal 16 giugno, quindi 16 agosto) NON è un termine di legge ma solo un'indicazione discrezionale della presidenza dell'ATO.
Vi invitiamo a inoltrare le osservazioni allegate a tutti i Sindaci e Consiglieri di vostra conoscenza.
Cordiali saluti
Roberto Fumagalli, Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua
OSSERVAZIONI AL PROTOCOLLO D’INTESA PER L’ADESIONE ALLA SOCIETA’ PATRIMONIALE COMO ACQUA s.r.l.
La presidenza dell’ATO di Como ha sottoposto in queste settimane ai Comuni della provincia di Como la proposta di delibera per l’approvazione nei Consigli Comunali del Protocollo d’Intesa per l’adesione alla società patrimoniale Como Acqua s.r.l..
Dalla lettura dei documenti, scaricabili dal sito dell’AATO di Como
(www.provincia.como.it/pls/provinciacomo/url/ITEM/4F7A102828111D12E040000A02013B9F),
è esplicita l’intenzione dell’ATO di allinearsi totalmente al dettato della Legge Regionale n. 26/2003, così come modificata dalla L.R. 18/2006 (1). Questo allineamento riguarda nello specifico le parti in cui la legge permette l’ingresso dei privati nella società patrimoniale (2) e prevede la separazione obbligatoria delle gestione delle reti e degli impianti dall’erogazione del servizio idrico (quest’ultima, secondo la stessa legge, dovrà essere messa a gara e pertanto privatizzata!) (3).
Giova ricordare che contro tale legge regionale è pendente il ricorso (presentato dal Consiglio dei Ministri nell’ottobre 2006) alla Corte Costituzionale, proprio in merito alla presunta incostituzionalità dell’obbligo di separazione gestione/erogazione e dell’obbligo di messa a gara dell’erogazione stessa.
Inoltre contro la stessa legge è stato presentato un Referendum abrogativo parziale (4), proposto da ben 143 Comuni della Lombardia, di cui 12 della provincia di Como. Col Referendum (che si dovrebbe tenere a primavera 2009) si chiede l’abrogazione:
1) della possibilità di ingresso dei privati nella società patrimoniale (è proprio il caso della provincia di Como),
2) dell’obbligo di separazione gestione/erogazione,
3) dell’obbligo di messa a gara dell’erogazione.
Se verrà approvato il Protocollo d’Intesa per la società patrimoniale Como Acqua s.r.l. nella versione proposta dall’ATO, si può ben dire che in tema di acqua la provincia di Como rischia di diventare la punta più liberista della Lombardia e, forse, d’Italia. Infatti si rischia di privatizzare non solo l’erogazione, ma anche la proprietà e la gestione delle reti e degli impianti!
Alla luce di quanto sopra, proponiamo quanto di seguito indicato.
Protocollo d’Intesa della Società “Como Acqua s.r.l.” – proposta di emendamenti
Il Protocollo d’Intesa predisposto dall’ATO, è teso a preparare la strada all’ingresso dei privati nella società patrimoniale Como Acqua s.r.l.. Infatti in più parti della premessa e dell’articolato, si afferma enfaticamente che, in futuro, nella società potrebbero entrare soci privati.
In particolare gli artt. 3, 4 e 5 del Protocollo, sono propedeutici all’ingresso dei privati.
Onde evitare ogni e qualsiasi riferimento all’ingresso (anche futuro) dei privati nella società patrimoniale Como Acqua s.r.l., si propone il seguente EMENDAMENTO ALL’ART. 3:
Sostituire l’intero testo dell’art. 3 (Compagine sociale), con il seguente testo:
“Obbiettivo condiviso da tutti i sottoscrittori è quello di mantenere la compagine sociale
totalmente pubblica, mediante la partecipazione alla società degli enti locali e delle loro
società a totale capitale pubblico. In ogni caso non è consentita la partecipazione, anche
futura, di soggetti privati.”
Le stesse considerazioni devono essere previste per l’art. 4 (Aumento del capitale sociale), pertanto si propone il seguente EMENDAMENTO ALL’ART. 4:
Sostituire l’intero testo dell’art. 4 (Aumento del capitale sociale), con il seguente testo:
“I sottoscrittori si impegnano a deliberare in assemblea straordinaria un eventuale aumento
del capitale sociale. L’aumento verrà strettamente riservato ai soci e liberato dai soci stessi
mediante conferimento di reti, di impianti e rami d’azienda necessari per la gestione e
l’erogazione del servizio idrico integrato d’intervento.”
Considerato che l’art. 5 (Modifica dello Statuto) riguarda solo ed unicamente eventuali future modifiche attinenti all’ingresso dei privati, si propone la totale ABROGAZIONE DELL’ART. 5:
Abrogazione dell’intero testo dell’art. 5 (Modifica dello Statuto).
Statuto della società “Como Acqua s.r.l.” – proposta di emendamenti
Lo Statuto della società Como Acqua s.r.l., prevede che l’oggetto sociale sia la sola gestione delle reti e degli impianti e non l’erogazione del servizio; infatti all’art. 3 (Oggetto sociale) si precisa:
“3. La società che ha per oggetto le seguenti attività provvede:
alla gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali, strumentali all’erogazione del servizio idrico integrato dell’Ambito Territoriale Ottimale di Como, e ad ogni altra attività relativa al servizio idrico integrato consentita dalla legge, intendendosi per servizio idrico integrato l’insieme delle attività di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, fognatura e depurazione delle acque reflue, nonché di analisi delle acque.…”
Onde permettere che la società patrimoniale possa occuparsi anche dell’erogazione del servizio, si propone il seguente EMENDAMENTO ALL’ART. 3:
Nel primo paragrafo dell’art. 3 (Oggetto sociale) dopo le parole “…dell’Ambito Territoriale Ottimale di Como,”, si aggiunge la seguente frase: “e, dove non vietato dalla legge, all’erogazione del servizio idrico integrato dell’Ambito Territoriale Ottimale di Como,”
Lo Statuto prevede inoltre che il capitale sia detenuto solo da soggetti pubblici; infatti all’art. 5 (Capitale) si precisa: “Il capitale della società è interamente detenuto da Comuni, da enti pubblici locali o società di capitali partecipate interamente da capitale pubblico aventi oggetto sociale attinente o afferente al settore del servizio idrico integrato.”
Onde assicurare che tale vincolo verrà rispettato anche in futuro, si propone il seguente
EMENDAMENTO ALL’ART. 5:
Al secondo paragrafo dell’art. 5 (Capitale) dopo le parole “…servizio idrico integrato.”, si aggiunge
la seguente frase: “Non è consentita, nemmeno in futuro, la cessione di quote o l’ingresso nel
capitale a soggetti diversi da: Comuni, enti pubblici locali o società di capitali partecipate
interamente da capitale pubblico.”
Il nostro invito è quello di presentare tutti gli emendamenti di cui sopra, sia quelli al Protocollo d’Intesa che allo Statuto. Nel caso tali emendamenti non vengano ammessi o vengano respinti, il voto finale sulla delibera dovrà essere contrario.
Roberto Fumagalli, Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua
info: roberto@circoloambiente.org
Note:
(1)
Con Delibera n. 6 del 26.02.2007, l’ATO di Como ha approvato il “Protocollo di Intesa” con la Regione Lombardia, per
l’applicazione della Legge Regionale n. 26/2003, così come modificata dalla L.R. 18/2006.
(2)
Nella Legge Regionale n. 26/2003, come modificata dalla L.R. 18/2006, si afferma che la proprietà delle reti e degli impianti
può essere conferita a una società interamente posseduta dai comuni e non cedibile a soggetti privati; poi nel comma successivo
si afferma che “possono partecipare alle società di capitali … anche soggetti diversi dagli enti locali”; in pratica anche
eventuali aziende private (che risultavano già proprietarie di impianti) potranno entrare nelle società patrimoniali.
(3)
Nella Legge Regionale n. 18/2006, col termine gestione si intende: la realizzazione degli investimenti e la manutenzione
straordinaria programmata sulle reti e impianti; col termine erogazione si intende: la manutenzione straordinaria non
programmata e la manutenzione ordinaria, la gestione di acquedotti, fognature e depuratori, il controllo della qualità dell’acqua
potabile, il controllo degli scarichi dei depuratori, gli allacciamenti, i contratti con gli utenti e la bollettazione.
(4)
La proposta di Referendum chiede l’abrogazione di 3 punti della Legge Regionale n. 18/2006: 1) presenza dei privati nella
società patrimoniale; 2) obbligo di separazione gestione/erogazione; 3) messa a gara (privatizzazione) dell’erogazione.
Il testo del Referendum è scaricabile da: www.circoloambiente.org e da www.comune.colognomonzese.mi.it
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