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sabato 12 dicembre 2009

Paratie: cantiere velato


Promesse da marinaio
Gli oblò rimangono chiusi
Quindici giorni fa in Regione il sindaco Bruni aveva promesso d’intervenire
Invece le finestre sono ancora coperte anche se gli operai non lavorano più


Sono passati 13 giorni da quel venerdì 27 novembre quando a Milano,alla presenza del residente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il sindaco Stefano Bruni aveva promesso la riapertura delle finestre trasparenti sul cantiere delle paratie. E un mese esatto dall’oscuramento degli oblò (era l’11 novembre, mercoledì pomeriggio, durante il blitz della forestale). «Ci sono stati episodi spiacevoli - avevab detto il sindaco al Pirellone - e gli addetti al cantiere li hanno oscurati.
Alla luce di quanto deciso oggi (il27, ndr), chiederò che le finestre siano di nuovo libere e che i comaschi possano tornare a vedere».
Il muraglione, però, è ancora invisibile e nel frattempo i lavori sono statisospesi e non verranno ripresi fino all’approvazione del nuovo progetto (che prevede l’abbattimento totale del muro lasciando per il momento il lungolago simile a una pista di atterraggio poiché ’arredo urbano sarà scelto il un secondo tempo con un concorso di idee apposito).
Ieri sera in consiglio comunale è tornato all’attacco il consigliere di Area 2010 Alessandro Rapinese,che ha anche depositato una mozione urgente per chiedere la riapertura delle finestre. «È incredibile - ha detto - che siano ancora chiuse, il sindaco aveva promesso che le avrebbe fatte riaprire. Adesso, tra l’altro, non si può insultare nessuno visto che gli operai non ci sono: questa è la dimostrazione che la vera ragione della chiusura non era l’insulto agli operai, ma non il mostrare lo scempio ai cittadini. La promessa non è stata mantenuta e il persistere con gli oblò oscurati è una totale mancanza di rispetto nei confronti dei comaschi». Sulla mozione Rapinese si aspetta «che venga discussa nel più breve tempo possibile e visto che il sindaco fa orecchie da mercanti, mi appello ai consiglieri di maggioranza affinchè facciano pressioni per risolvere la situazione ».
La riapertura era stata chiesta praticamente da tutte le forze politiche (dalla Lega al Pd, da un’ampia fetta del Pdl a Rifondazione). Donato Supino (Prc) aveva anche proposto di mettere delle web cam per far sì che si potesse comunque vedere il cantiere che, ad oggi, è ancora oscurato.

Gi. Ro

martedì 20 ottobre 2009

consiglio comunale 19 ottobre 2009

Muro no? e le paratie?

Il sindaco Bruni promette che entro due mesi il muro sarà eliminato.
Nel cantiere continuano i lavori ...
Quale sorpresa ci aspetta?

venerdì 13 marzo 2009

Allarme per il lungolago

La provincia, domenica 8 marzo 2009

Crepe anti-esondazione
Allarme per il lungolago
Preoccupano le ripercussioni del cantiere sulla strada e la passeggiata
La commerciante: «La porta chiude male, forse i muri si sono spostati»

Il livello della pavimentazione del lungo lago si è abbassato; sull’asfalto della strada sono comparse crepe lunghe decine di metri; sul marciapiede il porfido si è rotto in più punti e in alcuni edifici sono comparse crepe che fino a un anno e mezzo fa non c’erano. Tutto questo in corrispondenza
del cantiere delle paratie.

La paura è che il terreno stia cedendo. Tra i passanti, i residenti e i commercianti del lungo lago l’opinione più diffusa è che la causa sia lo svuotamento del lago nell’area che sarà occupata da una nuova e larga passeggiata.

Per compiere il progetto di riqualificazione del lungolago, infatti, la ditta specializzata (la Sacaim di Mestre) ha rubato spazio al lago. La massa d’acqua è dunque arretrata di alcuni metri. Secondo molti era la massa d’acqua a garantire la tenuta della riva.

Una tesi plausibile o priva di qualsiasi fondamento scientifico?

La risposta interessa relativamente.

L’importante, per residenti e operatori frontisti, è che non succeda nulla di catastrofico ai propri edifici. Intanto si limitano a osservare i cambiamenti
che si sono verificati da quando il cantiere delle paratie ha preso il via.
C’è chi ha chiamato i vigili del fuoco per fare verificare la natura di alcune crepe comparse ultimamente nei muri. Crepe sospette poiché trattandosi di edifici vvecchi difficilmente possono essere catalogate come «di assestamento ». In tanti referiscono
non metterci la faccia né il nome, limitandosi a raccontare nell’anonimato quello che hanno osservato. Qualcun altro, invece, non ha problemi a dire apertamente la sua. Per esempio Simona Papava, titolare del ristorante Stilo che sorge proprio davanti alla palizzata che delimita il cantiere delle paratie, ha ammesso
di non essere del tutto tranquilla: «Sono comparse delle crepe che prima non c’erano.
Ogni anno io e mio marito imbianchiamo il locale e fino all’anno scorso non avevamo
mai visto crepe. Poi l’elettricista ci ha fatto notare che la porta d’ingresso non si
chiude più bene, come se i muri si fossero spostati. Non possiamo dire che tutto
questo dipenda dal cantiere, ma di sicuro la pavimentazione del marciapiede del lungolago si è inclinata negli ultimi tempi».

Quanto racconta la signora Papava sembra trovare conferma in alcuni segni ben visibili a occhio nudo. Non servono sofisticati strumenti di misurazione (come per esempio i sensori posizionati su alcuni edifici per rilevare e registrare eventuali spostamenti o vibrazioni degli immobili per colpa dei lavori). Ci sono segni che apparentemente parlano da sé. Intorno alla base degli alberi della passeggiata ci sono dei cornicioni di pietra-cemento in cui è ben visibile il livello precedente del suolo. La pavimentazione in porfido risulterebbe abbassata di circa 7 centimetri ed è vistosamente inclinata. Una palla rotolerebbe nel lago.

C’è poi l’aspetto delle fognature. Un commerciante esprime perplessità: «Negli ultimi
tempi succede sempre più spesso che dai tombini straripino le fogne. Non ricordo
che fino all’anno scorso succedesse con tale frequenza».


Dario Alemanno


[l’intervista]

FULVIOCARADONNA assessore alle Grandi opere

Siamo assicurati, ma il cantiere non c’entra nulla (d.al.)

Assessore, quando finiranno
i lavori del primo lotto
delle paratie?
Di sicuro dopo l’estate. Il cantiere ha subito un ritardo di 120 giorni dovuto alle piogge. In parte il ritardo è stato recuperato perché gli operai hanno lavorato
anche sabato e domenica.

Veniamo al sodo. Crepe negli edifici, nella strada
e nel marciapiede, che tra l’altro risulta essersi
inclinato. Che legame c’è con il cantiere?
Allo stato attuale non risulta nessuna connessione tra questi aspetti e i lavori. Le crepe nell’asfalto e sul marciapiede c’erano anche prima dell’apertura del cantiere. Le problematiche sono riconducibili alla presenza di un cunicolo in pietra a fondo cieco che è stato scoperto e sistemato un mese fa. Ad ogni modo stiamo aspettando la bella stagione per asfaltare. Sarà l’occasione anche per monitorare la situazione e fare le opportune verifiche.

Esclude pericoli per gli edifici?
Lo escludo assolutamente.

Ma le crepe come si spiegano?
Prima di avviare i lavori Sacaim ha proceduto a stilare relazioni dettagliate sullo stato di salute degli edifici dei frontisti. Con tanto di fotografie. Se qualcuno dimostrerà che il proprio immobile ha subito danni a causa del cantiere la cosa riguarderà la Sacaim, assicurata anche per queste eventualità.


[ LA SCHEDA ]

Il primo lotto del cantiere

Il primo lotto dei lavori sul lungolago riguarda il tratto dai giardini a lago a piazza Cavour. La riva lunga 176 metri avanzerà in media di 11,5 metri aumentando del 35% e passando dagli attuali 8,5 metri a 20 metri. Sarà impermeabilizzata
per altri 15 in profondità. Saranno montate 5 paratoie mobili a scomparsa sotto la pavimentazione e costruiti due nuovi pontili della navigazione. I lavori del primo lotto sarebbero dovuti durare 14 mesi. I tempi si sono allungati di ben 4 mesi a causa del maltempo.

Crepe sul lungolago. Colpa delle paratie?

La provincia, sabato, 7 marzo 2009

Crepe sul lungolago. Colpa delle paratie?

Dopo l’apertura del cantiere aumentati i danni nella zona. Una commerciante: «La porta si chiude male, forse i muri si sono spostati»

Il livello della pavimentazione del lungolago si è abbassato; sull’asfalto della strada sono comparse crepe lunghe decine di metri; sul marciapiede il porfido si è rotto in più punti e in alcuni edifici sono comparse crepe che fino a un anno e mezzo fa non c’erano. Tutto questo in corrispondenza del cantiere delle paratie.

La paura è che il terreno stia cedendo. Tra i passanti, i residenti e i commercianti del lungo lago l’opinione più diffusa è che la causa sia lo svuotamento del lago nell’area che sarà occupata da una nuova e larga passeggiata. Per compiere il progetto di riqualificazione del lungolago, infatti, la ditta specializzata (la Sacaim di Mestre) ha rubato spazio al lago. La massa d’acqua è dunque arretrata di alcuni metri. Secondo molti era la massa d’acqua a garantire la tenuta della riva. Per esempio Simona Papava, titolare del ristorante Stilo che sorge proprio davanti alla palizzata che delimita il cantiere delle paratie, ha ammesso di non essere del tutto tranquilla: «Sono comparse delle crepe che prima non c’erano. Ogni anno io e mio marito imbianchiamo il locale e fino all’anno scorso non avevamo mai visto crepe. Poi l’elettricista ci ha fatto notare che la porta d’ingresso non si chiude più bene, come se i muri si fossero spostati. Non possiamo dire che tutto questo dipenda dal cantiere, ma di sicuro la pavimentazione del marciapiede del lungolago si è inclinata negli ultimi tempi».

venerdì 10 ottobre 2008

Ecco il nuovo lungolago

La provincia, mercoledì 8 ottobre 2008

Ecco il nuovo lungolago
Un viale largo 20 metri
Presa diretta dal cantiere delle paratie: acqua già arretrata di dieci metri. Allo studio una modifica del progetto per rendere invisibili le dighe d’acciaio

Il cantiere delle paratie è ancora nella fase iniziale, ma già si vede l’ampiezza del nuovo lungolago. Per oltre dieci metri partendo dal vecchio parapetto, infatti, l’acqua è stata prosciugata ed è stato posizionato (ovviamente in modo provvisorio) quello che diventerà il limite esterno della passeggiata. Accantonando l’aspetto tecnico del sistema anti-esondazione (le paratoie mobili saranno solo in piazza Cavour, mentre negli altri due tronchi è la riva ad essere spostata e trattenuta dalle cosiddette “palancole”) in realtà l’aspetto del primo tratto della passeggiata è già completamente diverso rispetto a pochi mesi fa. La nuova passeggiata a lago avrà un’ampiezza di 20 metri rispetto agli 8 attuali e, in pratica arriverà ad estendersi verso il primo bacino di 11 metri e mezzo. Non solo. In piazza Cavour le previste paratie in acciaio potrebbero scomparire in modo tale da non essere nemmeno parzialmente visibili. Da più parti, proprio su questo punto, erano arrivate critiche. Lo conferma Caradonna: «Lo stiamo valutando e se decidessimo di variare il progetto anche i costi di manutenzione sarebbero attenuati oltre a non vedere più nulla in piazza Cavour. Per il momento è in corso uno studio anche perché sono necessarie alcune autorizzazioni e sarà poi la giunta a deciderlo».

Guarda le immagini del cantiere

venerdì 1 agosto 2008

Continuano le proteste dei cittadini per il cantiere...

[paratìe]
Via Puecher e il lungolago non sono un autodromo

Egregio direttore,
vi pongo un quesito al quale forse lei saprà dare risposta.
Vorrei sapere se la Ditta SACAIM preposta alla costruzione delle paratie ha vinto l'appalto anche per trasformare in un autodromo la via Puecher e la via Lungo Lago Mafalda di Savoia.
In questo tratto, oltretutto pedonale, dove camminano bimbi anziani e turisti, sfrecciano Fiat Punto sponsorizzate dalla Ditta mettendo a repentaglio chi vuol godersi quel poco di passeggiata lasciata dal cantiere.
Talvolta in modo anche sgradevole, tanto da arrivare ad insultare una mamma che si è permessa di rimproverare un "pilota".
A me sta bene che debbano rispettare i tempi di lavoro, però non mettendo a rischio l'incolumità altrui. Grazie.
Giovanni Piazza
Como

(gi.gan.) Caro Piazza,
l'Amministrazione comunale lavora senza freni.

La provincia, giovedì 31 luglio 2008

mercoledì 30 luglio 2008

Piazza Cavour fogna a cielo aperto

La Provincia, venerdì 25 luglio 2008

Liquami dal cantiere delle paratie
Piazza Cavour fogna a cielo aperto
Escrementi maleodoranti in vista tra i pontili e le imbarcazioni: sono arrivati dal lago

Una fogna a cielo aperto. Questa volta, però, i tombini di piazza Cavour non c'entrano. I liquami puzzolenti sono arrivati dal lago. Ieri mattina galleggiavano sullo specchio d'acqua davanti alla passeggiata, proprio a ridosso del cantiere delle paratie. Una lurida coltre di sostanze maleodoranti, composta in gran parte da escrementi, ondeggiava tra i pontili e le imbarcazioni vicino alle famose palancole che recintano il perimetro della futura passeggiata a lago. Quel recinto da cui la ditta Sacaim sta, in questi giorni, pompando fuori l'acqua. Infatti, una volta svuotata, l'area sarà riempita con materiale su cui poggerà il nuovo e più largo lungolago.

La domanda, che sorge spontanea, è: «Da dove arrivano i liquami che sono simili in tutto e per tutto a quelli che invadono piazza Cavour quando le fogne con le acque nere traboccano dai tombini?». Guardando la scena ieri sarebbe venuto spontaneo rispondersi: «Dal cantiere delle paratie». Come se ci fosse uno sbocco di fognature nere nel lago. Ma l'assessore comunale alle Grandi opere, Fulvio Caradonna, ha dato assicurazione che il cantiere non c'entra nulla: «Si tratta di sostanze trasportate verso riva dalle correnti a seguito delle forti piogge ed esondazioni degli scorsi giorni. Inoltre, lo sporco è causato anche dal fondo del lago che viene movimentato nell'operazione di pompaggio dell'acqua». Ieri anche il direttore dei lavori delle paratie, Antonio Viola, ha negato che si siano verificati problemi: «Tutto procede per il meglio». Sulla natura dei liquami, però, ci sono davvero pochi dubbi. Come detto, aspetto, consistenza e puzza erano del tutto uguali al contenuto delle fogne che fuoriescono a causa dei violenti temporali dai tombini della piazza e della strada davanti alla Navigazione. Ieri questi liquami galleggiavano nel lago. Lo stesso assessore all'Ambiente del Comune di Como, Diego Peverelli, ammette che si trattava di sporcizia contenente anche escremetni. «In mattinata sono andato sul posto - ha spiegato Peverelli - e mi sono accertato della situazione. Ho visto i liquami maleodoranti. Forse nel tratto di lago recintato dalle palancole sfocia qualche tubatura di acque chiare dove per qualche motivo, forse proprio a causa dei grossi nubifragi dei giorni scorsi, sono confluite anche fognature nere. E nel pompare l'acqua fuori dal cantiere questi liquami sono finiti nel lago». Quello che è certo è che lo spettacolo che ieri mattina si è presentato agli occhi (e alle narici) dei passanti e dei turisti, aveva un'aria a dir poco malsana. A risolvere in parte la situazione ci ha pensato il battello spazzino. «In accordo con l'assessore Caradonna - ha detto Peverelli - abbiamo fatto intervenire il battello spazzino che intorno alle 12.30 ha ripulito dai detriti e dalla sporcizia.
Dario Alemanno

il sopralluogo
Mezza giunta in visita ai maxi lavori sul lungolago

(d. al.) La porzione di lago, recintata dal cantiere delle paratie si sta svuotando lentamente. La ditta incaricata dei lavori sta pompando fuori l'acqua. Una volta prosciugata, l'area sarà colmata con materiale di riempimento su cui poggerà la nuova e più larga passeggiata a lago.

l'assessore cicerone

In occasione dell'avanzamento dei lavori, il cui stato è ben visibile anche dalle finestre ricavate nella recinzione in legno del cantiere, la giunta di Palazzo Cernezzi ha chiesto di effettuare un sopralluogo per visionare la situazione. Nella tarda mattinata di ieri, il sindaco Stefano Bruni, l'assessore all'Urbanistica Umberto D'Alessandro, l'assessore alla Cultura, Sergio Gaddi, il capogruppo di Forza Italia, Gianluca Lombardi, hanno avuto accesso al cantiere. A fare loro da guida c'era l'assessore alle Grandi opere, Fulvio Caradonna, e i dirigenti comunali competenti (Antonio Viola e Antonio Ferro). Il tour guidato è servito per rendersi conto e toccare con mano lo stato dell'intervento che tra tre anni dovrà consegnare alla città un nuovo lungolago e le paratie anti-esondazione. «Il sopralluogo di oggi - ha detto il sindaco Bruni - è servito per rendersi conto che tutto procede davvero per il meglio e nel rispetto dei tempi. Con oggi abbiamo avuto l'ennesima conferma della bontà e utilità del progetto, ma anche di quanto sia importante avere trovato un'azienda così grande e così seria».

critiche dall'opposizione

Anche Lombardi è rimasto positivamente colpito: «Devo dire che la prosecuzione dei lavori mi sembra molto buona, senza ritardi sulla tempistica. Ora bisogna vedere con quali elementi di arredo urbano verrà qualificata e abbellita la nuova passeggiata». Tutto bene, dunque, per la giunta. Un po' meno per i consiglieri dell'opposizione. Mario Lucini (Pd) ha fatto presente la preoccupazione «che la falda sotterranea possa risentire della maxi opera alzandosi di livello». Lucini ha però anche lodato la serietà della ditta Sacaim: «Siamo stati fortunati, l'impresa sembra davvero seria e in grado di eseguire i lavori».

venerdì 18 luglio 2008

Cantiere paratie, si cambia

La Provincia, mercoledì 16 luglio 2008

Cantiere paratie, si cambia
Passo indietro verso la piazza Modifica al progetto delle «dighe» mobili
L’assessore: «Maggiore efficacia, costi minori»

Le paratie mobili non si fanno più. O meglio, non si fanno come era stato progettato inizialmente. Ieri, in occasione della visita dei consiglieri comunali sul cantiere a lago, l’assessore Fulvio Caradonna ha annunciato che la barriera di pannelli mobili con molta probabilità non sarà posizionata in acqua, bensì sul lungo lago. Un cambiamento confermato anche dal direttore dei lavori, nonché dirigente comunale, Antonio Viola: «Si tratta di una variante che farà risparmiare oltre un milione di euro per l’esecuzione dei lavori e circa 20mila euro all’anno per la manutenzione ordinaria». Anziché spuntare dal pelo dell’acqua, le paratie si solleveranno da una fessura tra la passeggiata antistante piazza Cavour e la scalinata che scende nel lago. «Entro la settimana prossima - ha spiegato Viola - si deciderà una volta per tutte se abbandonare l’idea delle paratie in acqua per installarle sulla terra ferma. Ma è ormai sicuro, direi al 95%». «La ditta - ha poi proseguito l’assessore Caradonna - ha la facoltà di proporre perizie migliorative che possono essere adottate nel caso in cui ci sia un reale miglioramento del progetto e un risparmio sui costi. È questo il caso».

mercoledì 25 giugno 2008

C'è chi dice no...

La provincia, Venerdì 20 giugno 2008

[ GRANDI OPERE]
Il lungolago e le paratìe
viste da un vecchio alpino

Illustrissimo direttore,
sono un "ragazzo del 39", classe di ferro.
Capisco poco o niente di Internet, ma ho un vecchio computer che ha dapprima
sostituito il mio lapis, la mia macchina per scrivere, ma non riuscirà mai a cambiare
quelle che sono e restano le mie idee. Nato in piazza Sant’Agostino 69 anni orsono è inutile dirle quanta acqua ho visto passare sotto i ponti.
Ed è proprio di acqua che voglio parlare, proprio di quel bene prezioso che qualcuno si è illuso di fermare. Premetto che ho letto sul vostro quotidiano della vertenza nata tra l’Amministrazione
comunale e i gestori della gelateria e premetto che mi schiero a spada tratta a favore degli stessi.
Ho parlato con uno di loro e mi ha confermato la rigidità con cui l’assessore si è proposto e che è loro intenzione combattere legalmente per far valere i propri diritti anche a costo di fermare il cantiere.
Ma ho voluto da bravo alpino ascoltare le due campane.
Un amico, informatosi in Comune, mi ha detto di aver scoperto il segreto di Pulcinella, perché tutti, dai consiglieri agli assessori e persino il signor sindaco, da tempo sono al corrente di ciò, nonostante si continui a dire che tutto va bene, anche se solo voi (complimenti al cronista) avete avuto l’ardire di render pubblica la notizia. Il popolino è contento, poi ora ci sono gli Europei e gli va bene tutto, crede volentieri quello che gli passa il convento, (ops, il Comune) poi si vedrà.
Mi trovo spesso a camminare su quello che una volta era il Lungo Lago e le confesso che mi impressiona e rattrista non poco quella tetra staccionata con misere finestre sponsorizzate dove si accumulano curiosi.
Io no, preferisco non guardare, ripassare nella memoria quello che era.
Non so se il Signore mi darà la possibilità di veder finita l’opera e forse è meglio così, ma una certezza che fin da piccolo mio padre mi ha inculcato è che il fuoco lo puoi fermare, ma l’acqua no.
Ma forse i tempi sono cambiati.
Mi scusi, caro direttore, se mi sono introdotto così in casa sua ma mi sentivo in dovere di farlo.
Grazie se vorrà inserire anche questa mia fra le lettere al giornale: sarà per me occasione
di disputa quando ci troveremo ancora con i miei coscritti sulle panchine a guardare il lago.
Con ossequi.
Ambrogino Valli
Como